Sanità marchigiana, i conti tornano, e le cure no.

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Codici Marche annuncia un Libro Bianco sulla partecipazione dei cittadini al governo della sanità.

Dal primo settembre a Pesaro l'esame prescritto dal Servizio sanitario si fa a pagamento: finito il budget, il costo passa sul cittadino.

Le due notizie di oggi sulla sanità marchigiana raccontano, da due sportelli diversi, un'unica storia. A Torrette l'Azienda ospedaliero universitaria avrebbe comunicato ai reparti il taglio delle prestazioni aggiuntive - le ore che i medici svolgono in più per coprire le carenze di organico - con il rischio di un intervento chirurgico, su cinque, in meno; come riportato oggi dai media. A Pesaro, negli stessi giorni, nei laboratori privati convenzionati sono comparsi i cartelli "fine budget": dal primo settembre l'esame prescritto dal Servizio sanitario si fa, ma a pagamento.

Sono due facce della stessa moneta. In un caso si taglia la spesa del personale per rientrare in un tetto; nell'altro si esaurisce il budget della convenzione e il costo passa sul cittadino. In entrambi, il risultato è lo stesso: i conti tornano, la cura no.

Non stiamo raccontando di conti truccati, stiamo denunciando qualcosa di peggio - afferma Massimo Guido Conte, segretario di Codici Marche -, a Torrette si taglia il lavoro dei medici, a Pesaro si manda il cittadino a pagarsi l'esame che ha già finanziato con le imposte: cambia lo sportello, non cambia chi paga il prezzo; e quel cittadino che la sanità la paga e la dovrebbe ricevere, non è seduto a nessuno dei tavoli dove queste scelte si prendono. È lì che vogliamo mettere una sedia in più.È il meccanismo che Codici Marche sta documentando da mesi e che porteremo a breve all'attenzione del Consiglio regionale con un Libro Bianco sulla partecipazione dei cittadini al governo della sanità marchigiana. La tesi, in una riga, è questa: il governo economico della sanità si decide in una scatola chiusa, dove l'equilibrio di bilancio è la condizione che apre ogni giudizio e la qualità delle cure viene contata solo dopo; e il cittadino - che quella sanità la paga con le imposte e la riceve, o non la riceve, allo sportello, e che nel Libro Bianco chiamiamo il ContribUtente - non è presente in nessun momento delle decisioni che lo riguardano.
Va detta una cosa, per chiarezza. Il tetto di 3,4 milioni di euro di cui si parla per Torrette è quello specifico delle prestazioni aggiuntive, puntualmente sforato - 6,1 milioni nel 2024, circa 4,4 nel 2025 - perché tarato su una spesa vecchia di anni che la realtà smentisce ogni volta. Ma il punto non è il singolo numero: è che a fissare quel limite, e a giudicare chi lo rispetta, è sempre la stessa filiera, mentre chi paga e chi cura resta fuori dalla porta.

Non chiediamo una norma nuova. Chiediamo che una legge già scritta venga applicata: l'articolo 12 della legge regionale 19 del 2022 riconosce già ai cittadini il diritto di partecipare alla definizione degli obiettivi e alla verifica dei risultati. Chiediamo un tavolo in Commissione sanità del Consiglio regionale. Le liste d'attesa non si combattono a esaurimento budget, e il diritto alla salute non può valere solo finché durano i soldi.

Il Libro Bianco sarà presentato nelle prossime settimane. Le notizie di oggi ne sono, purtroppo, l'anticipazione.

per informazioni: codici.marche@codici.org

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