Poste nelle Marche: 403 uffici sotto la lente, 95 aperti tre giorni o meno. Codici Marche raccoglie le segnalazioni dei cittadini

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Ancona, 21 settembre 2026;

Uffici postali chiusi o aperti a giorni alterni, posta che arriva in ritardo, raccomandate e multe recapitate quando i termini sono ormai scaduti. Codici Marche ha aperto una rilevazione sullo stato del servizio postale nelle Marche e chiama i cittadini a segnalare i propri casi, per portarli davanti alle autorità competenti.

Il quadro nasce da lontano: il 30 aprile scorso è scaduta la concessione a Poste Italiane per il servizio universale, ed è in corso un riordino della rete degli uffici — il cosiddetto progetto Polis — che nelle Marche tocca 175 comuni sotto i quindicimila abitanti. In molte zone il recapito si è diradato e gli sportelli hanno ridotto i giorni di apertura.

I numeri della nostra rilevazione parlano chiaro. Abbiamo mappato 403 uffici postali nelle cinque province e ne abbiamo rilevato l'orario per 379. Di questi, 95 aprono tre giorni a settimana o meno; sedici non risultano avere aperture al pubblico. In qualche caso si scende a un solo giorno: l'ufficio di Crispiero, frazione di Castelraimondo, apre il solo martedì. Nei comuni del cratere sismico - Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Arquata del Tronto - lo sportello è aperto tre giorni a settimana, dalle 8.20 alle 13.45. Per chi vive nei paesi, e soprattutto per gli anziani, tutto questo significa spostarsi altrove anche solo per riscuotere la pensione.

E quando a tardare è una raccomandata, un atto giudiziario o un verbale, il ritardo diventa un danno concreto: termini che scadono, la possibilità di difendersi che si perde.

Per questo raccogliamo i casi da due parti: dai cittadini, con un modulo sul nostro sito, e dai Comuni, ai quali abbiamo chiesto conto delle chiusure e delle misure adottate. Tutto confluirà in un documento che porteremo ad AGCOM, Regione Marche, ANCI Marche e prefetture entro l'autunno.

La segnalazione dei cittadini è anonima: nel documento inviato alle autorità finiscono solo i fatti, mai nome, cognome o recapiti; i dati si lasciano soltanto se si desidera essere ricontattati per il proprio caso. Si possono allegare le foto dell'avviso, della busta o del cartello affisso allo sportello.

Chiediamo che un servizio pubblico essenziale funzioni per tutti, anche nei paesi e per chi non usa internet. Invito i cittadini a raccontarci ogni disservizio, anche in forma anonima: più casi mettiamo insieme, più forte è la voce che porteremo alle autorità, dichiara Massimo Guido Conte, segretario di Codici Marche.

All'appello ai cittadini si affianca quello del sindacato agli addetti del servizio. Dietro ogni sportello e ogni consegna c'è del lavoro: quando un servizio si sfilaccia, a pagarne il prezzo sono sia i cittadini sia chi quel lavoro lo manda avanti. Il mio appello è anche rivolto agli operatori delle Poste, agli sportelli come nel recapito: fateci sapere come stanno le cose, in forma riservata. Tutelare i diritti vuol dire ascoltare anche chi il servizio lo tiene in piedi, osserva Fabrizio Gentili, delegato regionale Asdipp.

I cittadini possono segnalare il proprio caso alla pagina "Poste nelle Marche - segnala il tuo caso", sul sito di Codici Marche. Chi lavora nel servizio postale e vuole contribuire può scrivere, in forma riservata, a codici.marche@codici.org, in attesa di un canale dedicato. Più voci arrivano, più forte è la richiesta.

 

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