SCUOLA: "UN ORIENTAMENTO CLASSISTA CHE TRADISCE LA COSTITUZIONE"

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Il dibattito sull'orientamento scolastico si riaccende grazie a realtà come l'associazione ContiamoCi!. Tuttavia, deve compiere un passo avanti: il problema non riguarda solo l'aspetto burocratico o didattico, ma si configura come una questione sociale. L'associazione Codici Marche Odv denuncia chiaramente il tentativo, più o meno velato, di trasformare la scuola pubblica in un sistema discriminatorio.

Il Ministero e le istituzioni locali insistono con forza sulla 'filiera tecnologico-professionale' e sull'immediato sbocco nel mondo del lavoro. Questa scelta trasmette un messaggio pericoloso: a chi ha bisogno di lavorare subito si chiede di 'addestrarsi' rapidamente, mentre chi può permetterselo continua a studiare e a formarsi liberamente, puntando ai vertici.

Una scuola a due velocità per due classi sociali

"Troviamo gravissimo che le istituzioni palesino questo approccio in modo così insolente", afferma l'Associazione. Basare l'orientamento quasi esclusivamente sui dati di UnionCamere – ente che legittimamente fa gli interessi delle imprese – significa dire ai ragazzi che il loro valore è pari solo alla loro utilità immediata nel sistema produttivo.

È un calcolo cinico che colpisce soprattutto i giovani provenienti da famiglie modeste, ai quali viene venduta l'illusione della "sicurezza lavorativa" (tutta da verificare nell'era dell'Intelligenza Artificiale), precludendo loro di fatto l'accesso ai gradi più alti dell'istruzione e della classe dirigente. L'articolo 3 della Costituzione, che impone di rimuovere gli ostacoli per l'uguaglianza, viene qui tradito: gli ostacoli, invece di rimuoverli, vengono istituzionalizzati.

Dimenticati lo Stato e la Cultura

Mentre ci si preoccupa di fornire manodopera al "Made in Italy" (un paradosso chiamare un liceo identitario con un nome inglese), si dimentica che l'Italia è al collasso per mancanza di medici, insegnanti, giudici e funzionari pubblici. Chi occuperà quei ruoli domani? Solo i "predestinati" che oggi possono permettersi di ignorare le raccomandazioni ministeriali sull'istruzione tecnica?

L'intervento del Segretario

"Non usiamo giri di parole: questo orientamento rischia di bloccare l'ascensore sociale", dichiara Massimo Guido Conte, Segretario di Codici Marche Odv. "Il target di questa narrazione sono le famiglie che cercano una via d'uscita economica rapida, mentre i ceti privilegiati continueranno a scegliere la formazione liceale e universitaria per i propri figli, garantendosi il monopolio della dirigenza futura. Chiediamo alla Regione Marche di non rendersi complice di questa visione: l'istruzione deve formare cittadini liberi e consapevoli, non semplici ingranaggi da collocare dove serve al mercato".

L'appello

Codici Marche chiede all'Assessorato regionale un cambio di rotta sostanziale: smettere di fare da cassa di risonanza alle sole esigenze aziendali e tornare a garantire un orientamento che metta al centro le vocazioni reali dei ragazzi e le necessità complessive del Paese, inclusa quella di avere una Pubblica Amministrazione competente e preparata.

Ancona, 10 dicembre 2025

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