Un amico in chat? Sempre più spesso è un'intelligenza artificiale. Codici Marche lancia l'allarme: "Attenzione ai rischi, proteggiamo le persone più sole e fragili"

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Un amico in una chat? Sempre più spesso è un'intelligenza artificiale.

Un'Ai per amico.

ANCONA, 12 novembre 2025 – Sempre più persone, giovani e meno giovani, trovano conforto e compagnia in una conversazione in chat. Ma cosa succede quando dall'altra parte dello schermo non c'è un essere umano ma un'intelligenza artificiale programmata per essere sempre disponibile e accondiscendente? Può nascere un'amicizia, un legame emotivo profondo e sincero che può trasformarsi in una trappola.

Codici Marche accende un faro su questo fenomeno in aumento e lancia un appello per non sottovalutarne i rischi. Questo legame, se portato all'estremo, può diventare una dipendenza, isolare dalla vita reale e, nei casi più gravi, aggravare fragilità esistenti fino a generare vere e proprie crisi. Non si tratta di mere ipotesi ma di un rischio concreto che riguarda soprattutto le persone sole, o chi sta attraversando un momento di difficoltà.

"Non possiamo delegare la cura dell’umano alla macchina, né lasciare che la velocità dell’innovazione ci colga impreparati," dichiara Massimo Guido Conte, Segretario di Codici Marche, "La tecnologia è uno strumento meraviglioso”, prosegue, “ma deve essere la nostra intelligenza, la nostra esperienza e la nostra etica a guidarla, e non il contrario. Per questo chiediamo di agire subito, tutti insieme, prima che sia troppo tardi; serve un piano condiviso: formazione, tutela, trasparenza e servizi di supporto. Agire ora è un dovere civile."

L'innovazione tecnologica corre velocissima, più della nostra capacità di comprenderla a fondo e di difenderci. Per questo Codici Marche si rivolge alle istituzioni, al mondo della scuola, ai medici e a tutta la società civile per costruire una rete di protezione.

"L'Intelligenza Artificiale può offrire un surrogato di relazione, ma la vera salute psicologica si nutre di empatia e contatto umano autentico. La nostra collaborazione con Codici Marche mira proprio a rafforzare le difese emotive della comunità, garantendo che la tecnologia resti uno strumento e non diventi una stampella per la solitudine," aggiunge il Dott. Paolo Scapellato, psicologo e Direttore di Praxis.

Cosa chiediamo, in parole semplici?

  1. Un gruppo di esperti per fare squadra: un tavolo di lavoro con medici, psicologi, insegnanti, esperti di tecnologia e associazioni, per studiare il problema e trovare le soluzioni giuste per la comunità.
  2. Un aiuto concreto per chi è in difficoltà: sportelli di ascolto (progetto #Aiutiamolepersone), un punto di riferimento per chiunque si senta "intrappolato" o per i familiari preoccupati.
  3. Imparare per non avere paura: corsi e incontri per medici, insegnanti e genitori, per aiutarli a riconoscere i segnali di pericolo e a intervenire nel modo corretto.
  4. Parlare chiaro, senza allarmismi: una campagna informativa per i cittadini ("Informare senza allarmare"), per spiegare come usare questi strumenti in modo sicuro e consapevole.
  5. Regole chiare per chi crea la tecnologia: Le aziende sviluppatrici devono essere trasparenti e impegnarsi a rendere i loro prodotti più sicuri, evitando di progettarli per creare dipendenza.

L'obiettivo non è fermare il progresso ma governarlo con buonsenso. È una battaglia che riguarda la difesa del nostro tessuto umano e sociale.

Codici Marche invita le istituzioni regionali e nazionali a sostenere queste proposte e chiama a raccolta la comunità scientifica, gli ordini professionali e le aziende del settore a collaborare per un futuro tecnologico che sia davvero al servizio delle persone.

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